Approccio e modalità
Un itinerario didattico ben progettato utilizza un approccio sistemico, è interdisciplinare e fa riferimento a molteplici aspetti (ludici, educativi, emotivi, cognitivi e didattici).
Innanzitutto partiremo sempre dalle rappresentazioni mentali e dal vissuto dei partecipanti e per questo dobbiamo pensare ad attività che rendano realmente protagonista chi partecipa.
Le attività devono catturare l’attenzione e stimolare la fantasia, coinvolgendo anche dal punto di vista percettivo e motorio.
Devono prevedere momenti in cui attivare la manualità (nel creare qualcosa o nell’utilizzare strumenti) ed i sensi, nonchè momenti in cui esplorare e rapportarsi con l’ambiente autonomamente.
Quelle che noi definiamo attività, sono da intendere come giochi (anche di ruolo) oppure esperimenti sul campo, sempre ben calibrati rispetto all’età dei partecipanti.
Tra un attività e l’altra ci sarà sempre il tempo di fermarsi ad annusare un fiore, e poco importa se non ne conosciamo il nome, lo impareremo in seguito.
Contenuti ed aspetti cognitivi
Per quello che riguarda i contenuti e gli aspetti cognitivi cercheremo sempre di prevedere un attività che aiuti nella comprensione e comunque eviteremo le lezioni frontali sostituendole con il dialogo, per esempio in riferimento ad un attività appena svolta, cercando di focalizzare il più possibile i nostri interventi su quanto sperimentato.
La Natura ci fornirà sicuramente tanti spunti di riflessione e tante cose da imparare, ma sarà soprattutto il luogo dove ambientare le nostre avventure e dove instaurare relazioni emotive.
La suggestione degli scenari naturali favorirà la nascita di legami affettivi e su questi legami, che possono realmente favorire un cambiamento, lavoreremo una volta finita l’esperienza in natura per aiutare i ragazzi ad acquisire consapevolezza, orientandoli verso un atteggiamento diverso verso ciò che li circonda.
Le esperienze più significative, e più in generale tutto il progetto saranno poi verificate con i partecipanti per facilitare la condivisione ed il dialogo all’interno del gruppo.
Successivamente si potrà rielaborare il tutto con tecniche diverse (disegni,scritti,etc.) anche per poter contestualizzare tutto il progetto nella realtà di tutti i giorni, momento molto importante per far si che tutte le esperienze vissute non restino fini a se stesse.
Il Ruolo di Orme Lievi
Il ruolo di Ormelievi sarà quello di facilitare questi processi,trovare gli strumenti adatti, gestire le esperienze e mettersi in gioco con coerenza tra quello che dice e quello che fa.
Inoltre Ormelievi avrà il compito di garantire la sicurezza nelle uscite e di gestire la logistica (vedi info tecniche).
Gli Insegnanti
Gli insegnanti, oltre ad essere i promotori dei progetti, sono le figure istituzionali che guidano i giovani nella loro crescita, Ormelievi si propone come supporto in questo cammino.
A livello pratico, cioè nello svolgimento delle attività, cercheremo di rendere attivo il ruolo degli insegnanti per fornire loro un punto di osservazione privilegiato sul progetto e per rendere più efficace la proposta motivando di più i ragazzi che vedono anche i loro insegnanti partecipare con entusiasmo.
Alla fine delle attività agli insegnanti verranno dati schede e materiali per rendere più semplice la rielaborazione alla fine del progetto e delle attività.
Durante le escursioni, le visite e le attività, Vorremmo superare la figura della guida che parla mentre gli insegnanti fanno star buoni i ragazzi, preferiamo la via della partecipazione spontanea e lavoriamo duro per perseguirla.
Conclusione
Parlando di educazione alla sostenibilità è molto difficile semplificare, ma ci proviamo: vorremmo che il lavoro di Ormelievi risultasse più o meno come una bella avventura, un bel gioco in cui mi sono divertito, sono stato bene insieme agli altri e ho anche imparato delle cose su di me e su tutto ciò che mi circonda, cose che mi posso portare dietro nella realtà di tutti i giorni. Più o meno…


